28/10/2009

Il Nastro bianco

ilnastrpobianco.jpgAnno  2009 
Titolo Originale  Das weisse Band 
Altri titoli  Das weiße Band
The White Ribbon
Le ruban blanc
 
Durata  145 
Origine  GERMANIA, AUSTRIA, FRANCIA, ITALIA 
Colore  B/N 
Genere  DRAMMATICO, GUERRA 
Specifiche tecniche  (1.1:85) 
Produzione  X FILME CREATIVE POOL, LES FILMS DU LOSANGE, WEGA FILM, LUCKY RED 
Distribuzione  LUCKY RED 
Data uscita  30-10-2009 

Qui di seguito il trailer italiano, la trama sintetica e le recensioni tratte dai quotidiani italiani:


Regia
Michael  Haneke

Trama Germania del Nord, 1913-14. In un villaggio protestante alcuni studenti, componenti di un coro diretto da uno degli insegnati, sono testimoni con le loro famiglie di una serie di strani incidenti che ben presto iniziano ad apparire come rituali punitivi.

Critica "Un forte significato simbolico è quello che Michael Haneke mette nel suo 'Das weisse Band' ('Il nastro bianco'), fluviale ricostruzione di un anno di vita, alla vigilia della Prima guerra mondiale, in un paesino rurale della Germania del Nord. La vita ordinata di tutti i giorni, fatta di rispetto delle gerarchie, timore religioso e duro lavoro per sopravvivere viene messa in discussione da alcuni misteriosi atti di violenza che fanno venire in superficie una violenza e una rabbia diffuse. E che Haneke racconta senza aggiungere spiegazioni ma per insinuare nello spettatore il dubbio che un ambiente troppo sicuro dei propri valori finisca per generare anticorpi mostruosi." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 22 maggio 2009)

"Il mondo di Michael Haneke ('Funny Games', 'La pianista'), regista tedesco di origini austriache per la sesta volta in concorso a Cannes, è popolato di mistero e inquietudine e ha per protagonisti i bambini: 'Il nastro bianco', girato in bianco e nero e coprodotto dalla Lucky Red, ha ricevuto sulla Croisette molti applausi. Il film è ambientato nel 1913 in un paese di campagna della Germania del nord, dove i comportamenti irrazionali e violenti degli adulti si riverberano sui giovanissimi, rendendoli protagonisti o testimoni di fatti atroci, apparentemente inspiegabili. Quei bambini, quei ragazzi domani indosseranno le divise delle Ss. La tesi del regista è che l'educazione assolutista produce una deriva incontrollabile che porta al terrorismo, al fanatismo religioso, al nazismo." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 22 maggio 2009)

"Non c'è niente da fare, Michael Haneke è un regista che sa come disturbare la mente dei suoi spettatori. Da buon studioso di Freud, sa che l'orrore non necessariamente va fatto vedere, basta lasciarlo aleggiare, coltivarlo in vitro, darne presagio ed egli darà comunque i suoi frutti. (...) Gelido, teso, morboso, 'Das Weisse Band' fotografa un pezzo d'Europa al bordo della catastrofe, di quel lavacro di sangue che sarà il primo conflitto mondiale che muterà radicamente i destini dell'Occidente. (...) Gelido e tagliente come la lama di un coltello, Haneke va ancora una volta a fondo nelle viscere delle nostre menti, restituendoci un film meno accattivante dei suoi precedenti, ma se possibile ancora più spietato. Gli applausi in sala stampa mettono 'Das Weisse Band' fra i candidati ai premi, magari minori, di questa 62ma edizione di Cannes." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 22 maggio 2009)

"'Il nastro bianco' ('Das weisse band') del regista austriaco (ma nato a Monaco) Michael Haneke, in gara, kolossal in bianco e nero di 2 ore e 25', pensato inizialmente come miniserie tv in tre parti, flash-back storico sulla genesi della disumanità, è un film che illustra 'un sistema di educazione dal quale è emersa la generazione nazista', secondo il regista che ha presentato a Cannes nel '97 'Funny Games' e 'La pianista', Gran premio della giuria 2001, premiato anche per la migliore interpretazione di Isabelle Huppert. Attirato dalle dinamiche della perversione, Haneke (studioso di filosofia, psicologia e regista di teatro) realizza un film collettivo composto di quadri fissi, una sequenza di fatti ordinari disturbati da strani, perturbanti episodi in un crescendo di misteri e orrori inspiegabili. (...) È 'Il gioco dei bambini' di James G. Ballard che aleggia, il seme della violenza non colpisce però solo gli adulti responsabili ma si rivolge ai più deboli, vittime delle vittime. Ecco come nasce un soldatino nazista, il torturatore torturato, il futuro soldato del terzo Reich. E non si può dimenticare 'Education for Death', il corto di animazione che Walt Disney realizzò nel 1943, quando gli Studios di Burbank erano a servizio di Roosevelt. Un incubo fiammeggiante a cartoni animati tratto dal libro di Gregor Ziemer, pedagogista americano di stanza a Berlino che scrisse un reportage sul sistema educativo nazista, ovvero come uno scolaro timido è trasformato in un feroce sterminatore. Haneke non ha la leggerezza e il fuoco creativo di Carpenter, di Ballard e di Disney, è un compilatore di danni mentali, un moralizzatore per mezzo di visioni apocalittiche. Il nastro bianco è un film che vale come documento e monito, lavoro meticoloso che osserva da lontano lo schiudersi dei mostri." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 22 maggio 2009)

"Il lucente bianco e nero senza ombre della pellicola comunica un sinistro senso di mistero che resta tale perché quando il giovane maestro tenta di decifrarlo, sarà il pastore stesso, virtuoso ma ipocrita, a impedirglielo." (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 23 maggio 2009)

"La fotografia in bianco e nero come la secca impassibilità dell'inquadratura (ricorda più Dreyer che Bergman) riflettono la freddezza di un microcosmo apparentemente quieto e laborioso dove in reatà i sentimenti e le emozioni sono frustrati, forse uccisi definitivamente. Ma, come diceva Dostoevskij, rendendo il biglietto di ritorno a Dio, i bambini, loro, che cosa c'entrano? Applaudito, con qualche dissenso, forse per la solita nota di formalismo che è croce e delizia dell'autore di 'La pianista' e 'Funni Games'." (Silvio Danese, 'Quotidiano Nazionale', 22 maggio 2009)

"Bianco e nero rigoroso - il rigoroso dei critici equivale al retrogusto dei sommelier - per illustrare la vita di un villaggio tedesco alla vigilia della Prima guerra mondiale. I1 nastro bianco del titolo allude all'innocenza, tra strani incidenti e cinghie nel letto per bloccare le mani peccaminose degli adolescenti. Sul messaggio siamo indecisi: suona 'vizi privati e pubbliche virtù', oppure 'il signore delle mosche in bassa Baviera', o magari 'questi diventeranno tutti nazisti'". Tarantino aiutaci tu." (Maria Rosa Mancuso, 'Il Foglio', 22 maggio 2009)

Note - PALMA D'ORO AL 62. FESTIVAL DI CANNES (2009), DOVE HA RICEVUTO ANCHE LA MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA ECUMENICA.
 

Attori
Christian  Friedel  Il maestro
Ernst  Jacobi  Narratore (v.o.)
Leonie  Benesch  Eva
Ulrich  Tukur  Il barone
Ursina  Lardi  Marie-Louise, la baronessa
Fion  Mutert  Sigmund
Michael  Kranz  Il precettore
Burghart  Klaussner  Il Pastore
Steffi  Kühnert  Anna, moglie del Pastore
Leonard  Proxauf  Martin
Maria-Victoria  Dragus  Klara
Levin  Henning  Adolf
Johanna  Busse  Margarete
Yuma  Amecke  Annchen
Thibault  Sérié  Gustav
Anne-Kathrin  Gummich  Madre di Eva
Josef  Bierbichler  L'intendente
Gabriela Maria  Schmeide  Emma, moglie dell'intendente
Enno  Trebs  Georg
Theo  Trebs  Ferdinand
Janina  Fautz  Erna
Rainer  Bock  Il dottore
Susanne  Lothar  L'ostetrica
Roxane  Duran  Anna
Miljan  Chatelain  Rudolf
Eddy  Grahl  Karli
Branko  Samarovski  Il contadino
Birgit  Minichmayr  Frieda
Kai-Peter  Malina  Karl
Sebastian  Hülk  Max
Aaron  Denkel  Kurti
Kristina  Kneppek  Else
Stephanie  Amarell  Sophie
Bianca  Mey  Paula
Mika  Ahrens  Willi
Detlev  Buck  Padre di Eva
Soggetto
Michael  Haneke  
Sceneggiatura
Michael  Haneke  
Claude  Carrière  (collaborazione)
Fotografia
Christian  Berger  
Montaggio
Monika  Willi  
Scenografia
Christoph  Kanter  
Costumi
Moidele  Bickel  

 

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